Se Giovanni Paderni era illetterato, chi della letteratura ne faceva un'arte, si prodigava in qualsiasi occasione per dimostrare le sue qualità. Alle nozze borghesi, gli invitati per festeggiare l'evento, oltre a godersi la giornata ricca di grandi pasti e danze, usavano dedicare agli sposi delle poesie che erano appositamente stampate in un libricino e offerto a tutti gli invitati. Tutti gioivano di questa grande festa. Presentiamo per l'occasione come assaggio della cultura del primo ottocento, due brani tratti da un raro libricino "Serti poetici per le nozze dei signori Lucrezia Soncini ed Alessandro Gigola bresciani - Brescia 1812". C'era chi festeggiava le nozze con poesie
e chi le festeggiava solamente dopo aver subito il
divieto di sposarsi e dover intercedere presso la Santa
Penitenzieria a Roma per poterlo fare. E' il caso di
"
Batta
di Giuseppe e Rosa Ghitti
entrambi di Bornato. Di questo Batta non ho trovato altri
dati che questo documento, quindi non so che genere di
impedimento vietava le loro nozze. Probabilmente c'era un
grado di parentele molto stretto "...
impedimento canonico di primo grado ...". La
penitenza per tale grave reato è stato l'obbligo di
vivere separati per un mese. Stessa cosa, ma con
penitenza più grande, 14 mesi di separazione prima del
matrimonio, è successa a
Pietro e Angela
, nel 1897. Erano cugini alla
quarta generazione
. |
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