Un doloroso sacrificio era prescritto ai giovani attori
destinati, per attitudini e per figura, a sostenere la
parte di Stenterello: occorreva che si strappassero gli
incisivi superiori sicchè ne risultasse, per quel buco
nero, una deformazione della pronuncia che, nella parlata
toscana arguta e spiccia. acquista una particolare
comicità.
Stenterello è infatti, come Meneghino e Gianduja,
maschere con le quali ha numerosi lineamenti comuni, un
personaggio che devessere interpretato da attori
caratteristici: la sua figura ha una fisionomia così
spiccata e precisa che può es sere inserita in un dramma
o addirittura in una tragedia indipendentemente dalleconomia
dellintreccio, per arric - chirne la vicenda, coi
suoi lazzi e le sue battute, di una nota di letizia.
Sostengono gli storici del teatro che Stcnterello, ai
tempi doro di Firenze, abitava nei palazzi, era nel
fior delletà e nel meglio del suo spirito e poteva
chiamarsi Machiavelli, Boccaccio o lAretino. La
maschera delineatasi poi è il nipote, decaduto, di quei
grandi spiriti, dei quali ha più che altro ereditato i
vizi e le inevitabili meschinità, donde quel nome che
evidentemente deriva dal verbo stentare, cioè non essere
soddisfatti del proprio stato.
Stenterello conserva tuttavia una signorilità che lo
distingue da tutte le altre maschere italiane: le sue
battute, per quanto mordaci, non cadono mai nellindecenza
e sono il frutto, piuttosto che malizia, di una saporosa
ingenuità. Disordi nato e discontinuo, come del resto
confermano le sue calze, di foggia e colori diversi,
Stenterello ha un debole per le donne, ma non essendo
abbastanza paziente per far loro la corte, si mette
spesso in situazioni da schiaffi. Ma ancor più forte è
la sua attrazione per la buona cucina: disposto a
commettere qualsiasi bassezza per una buona cena, se ne
astiene soltanto perchè hanno il sopravvento in lui la
paura e la pigrizia.