Due opposti caratteri che si ritroveranno poi comicamente
fusi nella maschera di Pulcinella, figurano già nelle
atellane, rappresentazioni improvvisate che i Romani
introdussero intorno allanno 540 della loro
città: Maccus. temperamento vivo, spiritoso, un po
feroce, e Bucco, adulatore. fanfarone, vile, e poco
rispettoso della proprietà altrui. Particolarità di
questi antichi personaggi era I imitazione delle
stridule voci degli uccelli, donde il soprannome di
pullus gallinaceus dal quale
derivò Pulcinella.
Questa maschera con due gobbe e il naso adunco può
considerarsi la più antica del nostro Paese. Con lavvento
del Cristianesimo scomparve, insieme alle atellane, anche
la figura di Pulcinella che verrà riesumata mille anni
dopo, nel 500, dal capocomico Silvio Fiorello. Da
allora questa figura ha teso, da un lato, a
personificare, virtù e vizi, il borghese napoletano, ma,
daltro lato, con miracolosa simultaneità, è
arrivata ad ambientarsi in tutta Europa, assorbendo le
singole caratteristiche nazionali: PoIichinelle, in
Francia; Punch. donnaiolo e corsaro. in Inghilterra:
Pulzinella e I-lanswurst (cioè Giovanni Salsiccia in
Germania:
Tonelgeek in Olanda, don Christoval Polichinela in Spagna.
La figura si è andata anche adattando ai più diversi
ruoli:
padrone, servo, domestico, magistrato, ma in nessun caso
atleta: sobrio nei movimenti, freddo, lento, goffo. di
poche parole, ma, quando parla, è sempre secco e
mordente.
Derivazioni locali della figura di Pulcinella possono
essere considerati i trasteverini Meo Patacca e Marco
Pepe, il bravaccio popolare napoletano Sitonno, e forse
anche la caratteristica figura bolognese del Birichino.