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PASQUARIELLO
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Narra una leggenda che il giorno in cui venne al mondo
Pasquariello, i gatti rubarono larrosto, la luce
della can dela saffievolì per tre volte, il vino
ribollì negli otri e la marmitta si riversò sulle braci.
Pasquariello nacque infatti goloso, ubriacone,
spaccatutto, rovina dei locali pubblici e terrore delle
cucine, dissoluto non meno di Brighella, dal cui
carattere Pasquariello indubbiamente deriva, ma meno
lesto di lui a ricorrere alle busse o addirittura al
pugnale per realizzare i propri ignobili disegni.
La maschera di Pasquariello, il cui nome deriva dal
famoso Pasquino,
lemblema della satira presso i romani, fu portata
in Francia nel 1685
dallattore Giuseppe Tortoriti, danzatore ed
equilibrista, soprannominato Truonno, cioè tuono,
perchè allestrema agilità delle movenze
accompagnava una voce tale da destar brividi nelle platee.
Pasquariello appartiene, come Brighella e come il
francese Scaramouche, a quel carattere di domestico
dissoluto e intrigante che già si espresse nel teatro
dellantichità classica con la figura dello schiavo
greco Pseudolo, e che più tardi sincrociò,
soprattutto nella satira popolare, col tipo del Capitano,
vile e vanaglorioso. Abilissimo in qualunque parte,
Pasquariello recita come Capitano quando gli occorre
costringere Arlecchino a portare allaltare la
sedotta Colombina, sua parente, ma figura sovente anche
come ballerino, come moro e perfino come pittore, quando
Arlecchino, arricchito, esprime il desiderio di farsi
fare un ritratto.
Uno dei migliori interpreti di Pasquariello fu
lattore fran cese Cavé, detto Maillard, che fu
protagonista di una disav » Ventura coniugale rimasta
famosa a Parigi. Un giorno il Cavé, trovandosi in un
caffè, vide passare per la via sua moglie, una graziosa
attrice che recitava nella parte di
Colombina. Per farsi bello agli occhi degli altri
avventori esclamò: Vedete quella donna? A me non dice
mai di no ». « Nemmeno a me » soggiunse uno dei
presenti. Purtroppo non mentiva. |
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