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IL GIOVANE AMOROSO
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Prestanza fisica, bellaspetto, voce gradevole,
eleganza e maniere di buona società, erano i requisiti
indispensabili per recitare la parte del giovane amoroso,
che assumeva volta a volta i nomi di Flavio, Orazio,
Cinthio, Ottavio, Leandro. Il personaggio, anche quando
lautore accompagnava alla serietà dei sentimenti
una vena di comicità, non poteva vestire che alla moda
del suo tempo; così si spiega perchè il giovane amoroso,
più che una maschera, sia diventato un carattere,
trasmesso poi anche al teatro moderno.
Le sue doti dovevano essere quelle delluomo
interessante della sua epoca: oltre alle doti di natura,
gli era necessario dar prova di gusto musicale, aver
nozione di lettere e di bel mondo, saper improvvisare
sonetti e madrigali, anche se, nella maggior parte dei
casi,
allaristocrazia delle qualità non corrispondeva
una adeguata solidità di fortuna.
Col nome di Flavio si distinse in Francia, nella parte
del giovane amoroso, litaliano Flaminio Scala, già
comico del duca di Mantova; egli dedicherà gli ultimi
anni della sua vita a trascrivere in volume le vicende
degli spettacoli interpretati in gioventù, giovandosi
anche dei manoscritti lasciati da Isabella Andreini, sua
compagna di successo.
Un figlio dellAndreini, Giovanni Battista, nato a
Firenze nel 1579, tornerà col nome di Lelio alla parte
del giovane amoroso che sarà poco dopo coperta, col nome
di Orazio, anche dal comico italiano Marco Romagnesi,
considerato uno dei più affascinanti uomini del suo
tempo. Si ricorda in proposito che Orazio, adeguandosi al
decreto di Luigi XIII che proibiva ai suoi ufficiali di
portare lunghe barbe, riuscì, tanto era popolare, a
rendere ambita ladozione del pizzetto. Da allora
però, in particolar modo col tipo di Leandro, la figura
del giovane amoroso andrà acquistando una vena di
comicità. |
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