| I primi
lineamenti che quel carattere che diverrà poi la
maschera di Colombina si trovano gi nelle commedie di
Plauto. fra le furbe ancelle, ciniche e adulatrici,
sempre pronte a suggerire alla padrona malizie e astuzie.
La personificazione antica della schiava complice
interessata nei sotterfugi domestici e amorosi della
padrona, diverrà poi la Servetta del teatro italiano e
la Soubrette di quello francese che ai nostri tempi
finirà dopo essere passata. conservando più o meno i
tratti originali del carattere, per lopera buffa e
loperetta, al varietà. Il nome di Colombina compare per la prima
volta nella Compagnia degli Intronati verso il 1530, ma a
far di esso il nome di una maschera vera e propria sarà
qualche decennio più tardi lattrice italiana Carla
Biancolelli, moglie dellattore Pierre Lenoir, che
recitava nella compagnia di Moliere. Facendo allusione al
suo nome darte. la Biancolelli si faceva
raffigurare nei cartelloni reggendo al braccio un paniere
dal quale facevano capolino due colombe, chiaro simbolo
dellorigine campagnola del personaggio della
Servetta.
Amante o marito di lei, che assumerà
volta a volta i nomi di Betta, Franeeschina. Diamantina,
Marinetta, Violetta. Corallina, sarà sempre Arlecchino.
al punto che, in una rappresentazione avvenuta a Parigi
nel 1695, adatterà a giubba e gonna labito a toppe
colorate del suo compagno, e assumerà il nome di
Arlecchina, così come Pierrette, la donna di Pierrot, si
veste di bianco e sinfarina il viso.
Solo in qualche spettacolo, a tagliar la
strada agli amori di Corallina e Arlecchino interverrà
un ricco pretendente di nome Leandro, ma basteranno poche
astuzie a toglierlo di mezzo e a restituire la felicità
alla classica coppia e il lieto fine per tutti.
|