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CASSANDRO
Quel carattere, sempre in età piuttosto avanzata, astuto nell’avarizia, ma stolido nella presunzione, che a Bologna si espresse nella figura del dottor Ballanzone e che a Venezia raggiunse, con Pantalone dei Bisognosi, una figura quasi d’eroe nazionale della Serenissima, ebbe una prima fugace apparizione in Italia nella maschera di Cassandro, creata nel 1580 dalla Compagnia dei Gelosi, col nome di Cassandro da Siena.

Il personaggio, scomparso per oltre un secolo dagli intrecci che i comici italiani interpretavano improvvisando sui palcoscenici di Francia, fu riesumato dai francesi nei primi de cenni del ‘700, e ne fu interprete insuperato il comico Chapelle che anche nella vita raccoglieva in sè quei tratti e soprattutto quei difetti che assicuravano comicità al suo personaggio. L’ingenuità e la credulità di Cassandro-Cha pelle divennero proverbiali. Un amico gli raccontò un giorno di aver adottata la nuova moda di Rouen, obbedendo alla quale gli uomini si tirano dietro al guinzaglio, anzichè un cane, una carpa viva, « Peccato — disse mestamente l’ami co — che una sera io abbia commessa l’imprudenza di andare a teatro portandomi dietro la carpa. Stavo attraversando la strada e pioveva a dirotto: la carpa, nell’attraversare un rigagnolo, restò affogata ». « Peccato — soggiunse convinto Chapelle —. E io, che sciocco, credevo che le carpe nuotassero come i pesci..... »

Tante furono le burle di cui il povero Cassandro si trovò ad essere vittima che, in età avanzata, per scongiurare le beffe, arrivò a diffidare di tutti e di tutto, e a chi gli chiedeva « Come sta? » rispondeva sicuro « Non è vero ».

Una maschera analoga si ebbe a Roma con Pasquale, detto anche Cassandrino, oppure « il Monsignore », ma in lui l’eccezionale stolidità cedeva il posto ad altrettanta bonomia, sempre che non ci fosse stata di mezzo una questione di donne.

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