SPEZIALE
Il presente
costume ci fa ricordare, che era dal corpo delle arti che sortivano i
magistrati, i quali partecipavano alla amministrazione nelle città
libere, oppure andavano alle corti dei principi stranieri a perorare per
la difesa degli interessi della loro patria. Ci rammenta altresì questo
costume un uomo illustre, Matteo Palmi eri cioè, speziale di Firenze.
Nato nell' anno 1400,
egli impiegò tutta la sua vita in servigio della
repubblica, consacrando le poche ore d'ozio che aveva nello studio della
letteratura. Fra le opere varie che egli scrisse sono particolarmente
notabili i quattro libri sulla vita civile, una storia in latino di
Niccolò Acciajuoli gran siniscalco del regno di Napoli ed un poema in
terza rima intitolato
La
città di vita, ossia divina. Matteo Palmi eri
era ambasciatore a Napoli allorquando incominciò quel poema ad
imitazione della Divina Commedia di Dante. Ne concepì l'idea andando a
Cuma: quindi finge di avere per guida nel suo viaggio poetico la Sibilla
Cumana, la quale lo conduce prima nei campi elisi e poscia alla eterna
beatitudine nella città di vita.
Il presente costume è
copiato da una pittura di Domenico di Bartoli nell' ospedale di Siena.
Questo speziale vi è rappresentato colla testa coperta da un turbante
color di lacca. Il mantello è del medesimo colore e foderato di
pelliccia bianca. Debbo qui far osservare che i medici e gli speziali
avevano diritto di portare, come i nobili, le pellicce di ermellino e di
vajo: questo diritto avevano pure coloro i quali facevano parte di uno
dei corpi delle arti maggiori. L'abito è verde come anche la cintura: il
rovescio delle maniche è giallo. Le maniche del giubbone e' la calzatura
sono rosse. Tiene nella sinistra un piccolo vaso di medicamenti e nella
destra una spatola.
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