SENATRICE DI ROMA
L'importante dignità di
senatore di Roma andò soggetta a molte vicissitudini. La città, per
molti secoli del medio evo, fu alternativamente governata ora da un
senato composto di molti membri, ora da uno o due senatori solamente,
giusta i capricci e la leggerezza di un popolo irrequieto ed incostante,
il quale distruggeva domani tutto ciò che aveva fatto nel giorno
innanzi.
Nel 1368 il
pontefice Urbano V affidò il governo della città a tre conservatori ed a
un senatore straniero.
11
senatore era obbligato a condurre con lui a Roma sei giudici, due dei
quali avevano il titolo di assessori,
e dovevano essere dottori in legge. AI seguito del
senatore eranvi altresì quattro notai criminali, due marescialli, venti
cavalli, ecc. 1 marescialli erano ministri ed esecutori della giustizia.
La carica di senatore non
ebbe per molti secoli un tempo determinato per la sua durata; ma in
seguito fu dessa a vita, ed, in caso di morte del senatore, i
conservatori avevano il privilegio di esercitarne le funzioni fino alla
nuova elezione.
Ho copiato il
presente costume dalla lapide sepolcrale di Pietro Lante nella chiesa di
Araceli a Roma. Questo Pietro Lante era Pisano e dottor in legge: fu
senatore negli anni 1380
e 1381. 11 suo stemma gentilizio componevasi di tre
aquile bianche coronate in campo rosso (*).
Ho altresì estratto da una
cronaca contemporanea la seguente descrizione del costume di senatore.
Tocca alla maniera ducale
di broccato d'oro guarnita d'ermellino, zimarra di velluto chermisi con
bottoni d'oro. Manto di broccato d'oro foderato di ermellino. Guanti
bianchi di pelle, ricamati d'oro ed ornati di perle, con tre anelli
sulle dita; un rubino cioè, un diamante ed uno smeraldo. Collana d'oro
al collo. 11 senatore portava altresì un bastone o verga d'oro
sormontata da un piccolo globo su cui una crocetta.
(*) Vitale, Stor. diplom.
de' Senat. Rom.
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