RETTORE DELL'OSPEDALE DI SIENA
L'Italia e la Francia, nel
medio evo, non rassomigliavano in nulla a quello, che sono oggidì quei
due stati. Nel primo le devastazioni dei barbari, nell'altro la
prepotenza dei castellani ed in ambedue la licenza militare e l'
impunità- dei vagabondi rendevano le comunicazioni assai difficili ed
anche pericolose. Nondimeno i pellegrinaggi si moltiplicavano e le
strade erano continuamente coperte di devoti, i quali da tutte le parti
portavansi od a Roma od a Terra Santa od a san Giacomo di Campostella:
gli uni per far tacere i rimorsi della loro coscienza, gli altri per
adempire ad un voto. I ricchi ottenevano ospitalità presso i loro amici:
la carità cristiana fu sollecita nel provvedere ai bisogni dei poveri.
Fu questa 1'origine degli spedali e fu tale la rapidità con cui si
moltiplicarono nelle campagne e nelle città, che parve bentosto esser si
la società divisa in pellegrini, in ammalati ed in spedalieri.
L'Ospedale della Scala di
Siena passa per uno dei più antichi stabilimenti di questo genere,
essendo stato fondato, come ce lo assicura Gerolamo Gigli(*) dal beato
Sorore nell'anno 832.
Una delle sale di detto
ospedale è ornata di pitture di Domenico di Bartoli, le quali ridondano
di interessanti dettagli sui costumi di quell'epoca. Da esse appare, che
in allora quell'ospizio era non solamente destinato ad alloggiare i
pellegrini; ma altresì a servire di ricovero agli ammalati: che i
fanciulli esposti vi erano raccolti ed 'allevati: finalmente, che dalle
sue rendite levavansi delle doti per maritare le donzelle povere. È da
una di tali pitture, che ho copiato il costume del rettore.
(*) Diario Sane se, P. T,
pago 99.
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