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MATRONA SANESE

Il lettore avrà già potuto osservare nei precedenti costumi, che l'acconciatura del capo delle donne serviva a far distinguere il loro stato nella società. Ed è particolarmente nelle donne maritate che tali acconciature presentano grandissime varietà e molte di esse sono rimarcabili tanto per l'eleganza, che per la singolarità delle forme. La presente figura fu copiata da un dipinto del Vanni, conservato nell'Accademia delle Belle Arti di Siena (*). Quel pittore vi rappresentò i Trionfi del Petrarca. TI costume, che ho scelto, appartiene alla moglie di un magistrato della Repubblica, ed era desso assai comune nel restante dell'Italia, come ne fanno testimonianza gli storici di quell'epoca, fra i quali Riccobaldo da Ferrara e Giovanni Musso da Piacenza. Questa matrona sanese ha in capo una spezie di berretto violaceo con un leggier velo del medesimo colore, ed ambedue ornati con ricami in oro. Un piccolo filo od una tenue catenella d'oro le cade sulla fronte. L'abito è verde tessuto o ricamato a fiori d'oro: le maniche sono larghe guernite e foderate di pelliccia bruna. La cintura è nera e fregiata di bottoni d'oro.

(*) Non bisogna confondere questo Vanni coi pittori dello stesso nome, citati dall'abate Lanzi parlando della scuola sanese. È costui ai suddetti d'assai anteriore ed appartiene al principio del decimoquarto secolo. Non ne trovai notizia alcuna: il solo nome del pit­tore scritto sopra uno de' suoi quadri è tutto ciò che ho potuto sapere di un artista, il quale merita un rango distinto nella primiera scuola sanese. Le tavole su cui egli dipingeva erano intieramente dorate e servivasi di piccoli strumenti per levare via il colore e fare in tal maniera con l'oro del fondo i ricami e gli ornamenti, che ridondano sugli abiti delle sue figure.


 



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