MAGISTRATO FIORENTINO
Le medesime cause
che avevano intorbidato l'antica repubblica romana ed irritati i popoli
contro i patrizi, non stettero molto a produrre i medesimi effetti nelle
repubbliche italiane del medio Evo. Si videro successivamente tre sorta
di governo: l'aristocratico
ossia dei soli nobili, il
democratico formato dal solo popolo;
finalmente il misto, il quale. diviso fra nobiltà ed il popolo, fu il
più comune in quasi tutte le città libere d'ltalia. Alcune città
crearono, per contrapporre alla nobiltà, i
priori ed i gon[alonieri
della bandiera del popolo, come a Firenze, per
la prima volta, nell'anno 1292 (*).
Fu altresì accordato
al podestà un certo numero di uomini savj, senza il consiglio dei quali
non poteva· spedire gli affari più importanti della repubblica, distinti
coi nomi di consiglieri,
di savj
o di anziani (**).
[ diversi magistrati delle
città libere essendo eletti, sia tratti a sorte, sia a pluralità di voti
dai loro concittadini, e la durata della loro carica essendo temporanea,
i loro costumi non differivano essenzialmente da quelli degli altri
abitanti. Farò soltanto osservare che le stoffe di colar scarlatto e la
fodera d'armellino o di vajo servivano a distinguere la nobiltà, la
quale erasene riserbato il privilegia esclusivo(***).
Ho copiato il costume di
questo magistrato fiorentino dalle miniature, che adornano il magnifico
manoscritto di Dante, conservato nella Biblioteca del Vaticano a Roma.
lo sono persuaso che il pittore vestì questa figura col costume dei
magistrati del decimoquarto secolo; la forma del cappuccio, la clamide,
tutto serve a confermarmelo. Il cappuccio è scarlatto e copre anche le
spalle: è guarnito d'armellino ed ornato di un ricamo d'oro. La clamide
è colar di lacca, foderata d'ermellino e ricamata d'oro. La tunica è
gialla cangiante in rosso, foderata e guarnita essa pure d'ermellino. I
calzari sono neri.
C*) Dina Compagni,
Star. lib. I, pago
17. - C**) Muratori. Antiquit. ItaIic. medti revi Dissert. XL V et XL
VI. - C*H) Ibidem. Dissert. XV.
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