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GIOVANE SCUDIERO

Il giovanetto che era destinato a diventar cavaliere toglievasi dalla custodia delle donne, quando aveva sette anni compiuti, e veniva invece affidato agli uomini, dai quali riceveva una educazione maschia e vigorosa. Le corti dei principi, i castelli dei baroni e dei ricchi cavalieri erano altrettante scuole aperte alla nobile gioventù per ricevervi le prime lezioni ed avvezzarsi alle dure fatiche della Iguerra. Dopo l'anno quattordi­cesimo dell' età sua, il nobile giovane passava dallo stato di paggio a quello di scudiere. La religione aveva introdotto una spezie di cerimonia, lo scopo della quale era d'insegnare ai giovani a non abusare mai della spada, che veniva per la prima volta posta nelle loro mani. Il giovane gentiluomo novellamente sortito dalla condizione di paggio era presentato all' altare dai suoi genitori, i quali andavano all' offerta con un cero nelle mani. Il celebrante prendeva una spada col suo cingolo, che trovava si già collocata. sull'altare: la benediva replicatamene e l'appendeva al fianco del giovane scudiere, al quale era allora per la prima volta permesso di portarla (*)

Il presente costume è stato ricopiato dalle pitture di Spinello Aretino, nel Campo-Santo di Pisa. I nobili ed i cavalieri avevano d'ordinario molti scudieri, giusta il loro rango ed i loro beni di fortuna. Uno di essi teneva per la briglia il cavallo di battaglia,. che da questa costumanza prese il nome di destriero: altri portavano l'elmo, lo scudo e la lancia. Il giovane scudi ere qui effigiato sta in piedi di dietro al suo signore, di cui porta la spada ed il mantello. Ha la sopravvesta giallognola cangiante in color di lacca: la cintura è verde lavorata d'oro. L'impugnatura e la cintura della spada sono indorate: il fodero è rosso. La calzatura è verdognola, ed il mantello è di una stoffa bianca cangiante in rossiccio. Gli sproni sono d'argento.

(*) Sainte-Palaye. Mémoires sur l'andenne chevalerie.



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