DONZELLA ITALIANA
Se dobbiamo prestar fede
alle descrizioni che fanno gli scrittori del medio evo delle usanze e
dei costumi del loro tempo, e se osserviamo le pitture dei secoli
decimoquarto e decimoquinto, ci persuaderemo facilmente che non abbiamo
nè molto guadagnato, nè molto perduto quanto al lusso delle donne. Molte
città tentarono con savie leggi di moderare queste spese tanto frivole,
le quali rovinavano le famiglie e rendevano, come a' giorni nostri,
assai difficile il collocamento delle fanciulle. Vani sforzi; cui
prevalse !'invincibile ascendente del lusso e della moda, ed i padri di
famiglia trovaronsi nella dura necessità di proporzionare la dote delle
loro figlie alle eccessive spese necessitate dallo sfarzoso loro
abbigliamento (*).
Il presente costume fu
copiato da una pittura eseguita verso la fine del decimoquinto secolo:
corrisponde però nei suoi dettagli alla lapide sepolcrale di Caterina
Capogalli, morta nell' anno 1383. Questa tomba vedesi nella chiesa dei
santi Apostoli a Roma. Presenta essa soltanto una piccola differenza
nella acconciatura del velo sulla testa: ma una tale varietà sembra
dipendesse dal solo capriccio, né parmi sia di sufficiente importanza
per costituire da sola un costume differente.
Questa donzella italiana
porta una veste di stoffa verde cangiante in oro e ricca di perle e di
pietre preziose alla apertura della manica cadente. La manica disotto è
rossa cangiante in oro; così anche la parte del vestito, che le copre il
petto. Il velo sulla testa è violetto, ritenuto da un nastro d'oro; è
orlato di un piccolo passamano egualmente d'oro ed ha un fiocchetto
d'oro alle estremità. Il velo intorno al collo è bianco.
(*) Muratori. Antiquit. !talic.
rnedii "",vi. Dissert. XXlII.
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