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CAVALIERE DEL NODO
 

Ai nodi che adornano l'elmo e circondano lo scudo di questo cavaliere, copiato da una lapide sepolcralE nella chiesa di santa Caterina a Pisa, è facile di riconoscere che questo guerriero appartenne al glorioso ordine del Nodo fondato nel 1352 da Luigi d'Anjou, re di Sicilia e di Gerusalemme.

Gli statuti dell' ordine ingiungevano espressamente a ciascun cavaliere di assistere alla generale adunanza che doveva tenersi tutti gli anni, nel giorno di Pentecoste, al castello dell' Uovo, a Napoli, e di portarvi una relazione in iscritto delle perigliose avventure in cui si fossero trovati impegnati. Dovevano essi, per quanto era possibile, assistere alle spedizioni d'oltremare intraprese dalla Chiesa o da qualche principe cristiano per scacciare gl' infedeli dalla Terra Santa.

Gli statuti obbligavano i cavalieri a portare il nodo sui loro abiti o sulle loro armi, in un luogo che potesse essere veduto da tutti. Sul pomo della spada doveva essere inciso il nodo colla impresa dell'ordine: Se Dieu pleait. Era altresì in giunto ai cavalieri di digiunare in ogni giovedì, oppure di fare l'elemosina a tre poveri. Nel venerdì dovevano portare un cappuccio nero in memoria della passione di Gesù Cristo (*).

Questa figura presenta con una esattezza da non lasciar nulla a desiderare tutti i dettagli delle armature in uso nel decimoquarto secolo. Devo nondimeno aggiungere che era in Italia e particolarmente a Milano, che fabbricavansi le migliori armature: venivano quindi esse avidamente ricercate dalla nobiltà di tutti gli altri paesi.

(*) Montfaucon. Trésor des antiquités de. la couronne de France.



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