CAVALIERE ARMATO
Il prezioso monumento dal
quale è stato ricavato questo costume trovasi nella chiesa di santa
Francesca Romana a Roma. È la figura equestre di Antonio Rido, nobile
Padovano, governatore del castello Sant'Angelo sotto Eugenio IV, e
generale delle truppe della Chiesa sotto Nicola V.
Il presente costume
appartiene ad un'epoca, in cui la cavalleria avvicinava si a gran passo
verso l'ultimo periodo della sua decadenza. L'uso delle armi da fuoco
era diventato generale ed aveva dato ai soldati a piedi i mezzi di
resistere con vantaggio a quella cavalleria di gentiluomini, la quale,
per molti secoli, aveva potuto, difesa da impenetrabili armature,
affrontare i vani colpi di una massa di paesani o di quasi nudi
cittadini. Invano il cavaliere stancava il suo corpo sotto il peso di
grosse piastre di ferro, che rinforzava incessantemente e dalle quali
veniva alla fin fine oppresso: nondimeno non poteva evitare il piombo
micidiale scagliato dalla mano di un qualsisia soldato a piedi. Diventò
così inutile ogni armatura, sia pel cavaliere, che per il di lui
cavallo, non bastando quella per resistere contro il terribile effetto
delle armi da fuoco. Questo guerriero è intieramente coperto di una
armatura, di cui tutte le parti sono rappresentate con una fedeltà, che
non lascia nulla a desiderare. Lo scultore effigiollo con un semplice
berretto in testa, per potere così lasciar vedere i lineamenti del viso
del personaggio alla cui memoria fu innalzato il monumento: vi ha però
collocato in disparte il caschetto, di modo che non manca nulla
dell'intiero costume. I finimenti del cavallo sono semplici, ma fregiati
di borchie d'oro e di eleganti ornamenti.
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