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"Lo sguardo
fermo, penetrante dei due autoritratti rimasti di Aride
Corbellini, il viso scavato, ascetico dicono la tensione
che animò il pittore nostro durante la breve vita.
Tensione che ha segnato non soltanto la sua arte, ma
soprattutto il cammino per superare necessità
contingenti e drammi comuni a una generazione la cui
esistenza è stata funestata da due guerre mondiali."
(R. Lonati)
Di Primo e di Anita Faustinelli,
ancora piccolo si trasferì a Brescia dove frequentò le
elementari. A quindici anni è presso lo studio di Emilio
Pasini dove apprende l'arte del ritratto e della figura.
Di questo periodo rimane il "Ritratto di vecchio con
barba" dove la moglie Jole, a graffio gli ha imposto
la firma, ed una matita del maestro con il ritratto di
Aride datato 19-8-36, forse il diploma per i meriti
ottenuti nello studio. Di pochi mesi prima è la
dedica di Domenico Lusetti sulla fotografia che ritrae l'amico
Aride in una scultura giovanile "All'amico Aride in
uno dei momenti decisivi e vivi della mia missione -
scultore Domenico Lusetti - Brescia 25-5-36". Tra
Aride e Lusetti il rapporto di amicizia durerà fino alla
fine, Lusetti modellò l'ultimo ritratto di Aride per la
lapide al cimitero della città.
Pochi mesi dopo, il 21 dicembre 1937, il
giovane Aride scriveva da Pordenone la prima cartolina
postale all'amica Jole chiedendo scusa ".. del mio
indugio, ma i suoi fratelli che hanno già provata la
vita militare considereranno questo mio involontario
ritardo
". La corrispondenza con l'amica Jole
prosegue ininterrotta fino alla fine del 1943 dalla
Bosnia Erzegovina dove era stato trasferito come "..scritturale
15 aprile 1942" .
Durante il servizio militare si dedicò
alla topografia e continuò l'esercizio del ritratto e
del nudo con bozzetti dei compagni di leva; "..
camera di punizione 553° Comp. Milit.. 29/9/40",
"Nudo di spalle" del 22-12-38 . Comincia anche
la ripresa del paesaggio dal vero "Solitudine 22-02-41"
(che verrà poi realizzato ad olio "Maria"
esposto nella postuma del '64), "L'alba 21-5-41"
ed una varietà di bozzetti, tutti lavori a matita o
carboncino eseguiti nei paesaggi della Bosnia.
Finita l'esperienza militare con la fuga
avventurosa dal treno a Fiume per evitare la deportazione,
riprese con coraggio gli studi presso l'Istituto d'Arte
Paolo Toschi di Parma che frequentò con la Pierca (Piera
Carla Reghenzi in Ragni moglie del pittore Enrico Ragni)
artista precoce che con Aride sbaraglia tutti gli allievi
dell'Istituto negli esami di copia dal vero e di figura
".. questa mattina ho iniziato l'esame di figura: io
e la Pierca siamo gli unici a farlo a colori (olio) tutti
gli altri a matita o carbone
" e "
così come, io e la Pierca, li abbiamo superati tutti
oggi nella prova di affresco
" 24-06-1948
giorno del suo trentatreesimo compleanno. Con il
diploma ottiene la cattedra per l'anno scolastico 1948-1948
a Chiari, poi a Vobarno , a Palazzolo ed in seguito negli
Istituti tecnici "Tartaglia" e "Benedetto
Castelli".
La passione per la pittura lo spinge al
continuo migliorarsi. Finita l'esperienza militare, è a
contatto con gli amici di corso Mameli (dove abita la
Jole), Achille Cavellini, i fratelli Guelfi, Ermete
Lancini e Vittorio Botticini, Martino Dolci e
Giambattista Cattaneo, Giannetto Vimercati, Umberto
Girelli, Tita Mozzoni, Enrico Ragni e Achille Canevari.
Questa "Montmartre bresciana", riunisce
pittori molto diversi tra loro, ma favorisce lo scambio
di esperienze artistiche, e questo li stimola alla
realizzazione di nuove idee, tra queste, sotto la spinta
di Asti, Roselli, Botta. Mozzoni, Galanti, Rizzi ed altri,
si arriva alla creazione della Società d'Arte e Cultura
poi A.A.B. . Corbellini fu diretto interessato a questa
nuova idea. Con G. Asti, V. Pini, M. Gatti e Furia
Tampini fu tra gli incaricati a redarne lo statuto,
approvato il 2 giugno 1945. Dall'ottobre dello stesso
anno Aride comincia il suo breve esporsi in mostre e
concorsi con dipinti pieni d'intensità d'animo. "..Il
suo carattere fu lirico e drammatico ad un tempo e spesso
triste, ma nel suo canto cromatico avvertiamo anche
quella gioiosa freschezza del comporre che tanto ci fa
partecipi al suo mondo così ricco di impegni evolutivi.."(a.m.).
Amò i versi e la musica, ma l'Arte del
dipingere, del disegnare, dell'inventare lo seguiva in
ogni suo fare. Da Ignazio Guarnieri apprese l'Arte
dell'incisione fino ad impressionare da solo i fogli con
un vecchio torchio installato tra le piccole mura
domestiche. Come nella pittura, anche nell'incisione il
suo tratto è riassuntivo e deciso. La cromia dei colori
degli oli, si trasforma in luci ed ombre che
impressionano i fogli Fabriano rendendoli vivi e
palpitanti. La "Veduta cittadina " cubista,
sembra esplodere in un modernismo precoce. I delicati
paesaggi con alberi, il ruscello coi suoi riflessi,
suonano una musica lieve armoniosa, come poesia. Le
nature morte con frutta, "La lampada cubista",
"Il bricco" spaziano nel tempo dai maestri
seicenteschi a Braque e Picasso. I nudi reali nelle forme
e vivi nei movimenti, si specchiano, sognano, si
nascondono. La ricerca di Aride era nel vivere quotidiano,
nelle sensazioni e nei ricordi. La meticolosità
delle sue interpretazioni lo hanno reso più maestro che
artista. Gli studi architettonici, le vedute di Brescia
sia con tratto deciso e delicato oppure forte e nervoso
quasi a rendere evanescente o scandito dalle ombre il
paesaggio.
"
Uomo di cultura assai vasta,
egli sentiva che l'arte andava approfondita in tutti i
suoi più nascosti segreti.." . Con l'esperienza
dell'incisione, Aride rende vivi i suoi ricordi e le sue
esperienze. Dai paesaggi in Istria alla "Torre
Mirabella" (dove con la Jole faceva lunghe
passeggiate); dal "Bricco", "Natura
morta con bugia e brocca", "Natura morta con
bugia e forbici", tutti oggetti di uso quotidiano in
casa Aramini; i nudi femminili ed infine gli studi
architettonici che gli valsero il diploma.
"
Tutta la sua pittura è una
commossa stesura di sentimenti: anche nel paesaggio
affiora quella sincera carica emotiva che lo distingue,
come pure nelle incisioni e nelle monotipie leggiamo,
oltre all'estrema finezza compositiva, quel connubio
meraviglioso intelligenza-cuore che solo un artista di
grandi possibilità può riuscire a farci
comprendere
" (a.m.).
La sua assenza precoce, poco mancava ai 46
anni, avvenuta nel suo studio di Contrada Cavalletto
offertogli da Oreste Rodini, ha lasciato molti ricordi:
maestro dal '57 all'AAB nella scuola serale di disegno ;
poeta e storico d'arte (firmava i suoi articoli sui
giornali con lo pseudomino "Arco"; pittore,
scultore, incisore, architetto, fotografo e musicista. In
una sua poesia segna il tempo e la fine come in un
presagio:
O Signore del tempo
O Signore del tempo
Sopra il tuo capo terribile
Incombe il frastuono
Dei secoli passati;
fra le tue palpebre immobili
sta il significato
di tutte le misure.
La tempesta della ribellione
Ha minato i limiti
Di questo lento spasimo
Che cala come lava
Sulle presunte promesse
O Signore del tempo
La mia mano febbrile
Sente in quest'aria di presagio
Il pulsare
Delle tue veglie
Aride 16 dicembre '49
Poco conosciuto dalla marea di
collezionisti ed amanti d'Arte che Brescia si vanta di
avere, merita un più attento ricordo non solo legato
alle ripetitive biografie o a postume in anniversari di
comodo, ma con studi approfonditi sulla sua vita breve,
sulla sua immagine di maestro ed artista.Questa piccola
mostra possa servire come stimolo per intraprendere una
più completa ricerca sulla sua opera.
Alla Jole con affettuoso ricordo
Angelo Paderni
omaggio ad un artista
dimenticato
da - Atelier des Arts
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