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Brescia,
1745 / 22 giugno 1821 Padre dell'architetto Rodolfo,
apprese i primi elementi di pittura da Sante Cattaneo.
Poi a Mantova sotto Giuseppe Bottani, direttore della
Reale Accademia. "Alla passione per la pittura
congiunse quella per il collezionismo di quadri e di
oggetti d'arte ...". Fu ritrattista e
miniturista. contemporaneo del Gigola, e' descritto dal
Brognoli come " dedito alla miniatura più che al
dipingere ad olio..".
Del suo lavoro si hanno pochi riferimenti. Per la pittura
ad olio si conoscono una ventina di tele, tra cui il
ritratto del Canova e di Ugo Foscolo giovane. Per la
miniatura si ha notizia di solo cinque miniatura di cui
quattro in collezione privata ed una all'Ateneo di
Brescia. Le miniature conosciute sono pubblicate sul
volume dedicato al Gigola redatto da Bernardo Falconi, Fernando Mazzocca e Anna Maria Zuccotti: "
Giambattista Gigola e il ritratto in miniatura a Brescia
tra Settecento e Ottocento" / ed. Skira 2001.
La miniatura qui proposta e' quindi una delle
poche conosciute. Opera di un'artista da considerare tra
i migliori miniaturisti dell'epoca, che aveva abbandonato
l'arte della miniatura per intraprendere l'attività di impresario, lasciandoci quindi poche opere. Dipinta ad
acquarello e gouache su avorio in ovale e' firmata in
alto a sinistra "Vantini fece". L'epoca di
esecuzione e' da collocare verso il 1790.
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